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Com’è nato il rum: storia e origini

La tradizione affida il merito della nascita del rum a Cristoforo Colombo, il quale avrebbe scoperto, quasi per caso, che dalla fermentazione della canna da zucchero è possibile ottenere un ottimo distillato alcolico.

Anche se, in realtà, la paternità del famoso liquore è ancor oggi contesa tra francesi, inglesi e spagnoli.

Quel che è certo è che la sua nascita risale più o meno a quattro secoli fa e che è strettamente legata alla storia dei Caraibi, dove molti popoli hanno tratto grande sostentamento dalla coltivazione della canna da zucchero, prima, e dal suo distillato, il rum, poi.

In seguito, grazie alle esportazioni nel Vecchio mondo e al turismo europeo, questa bevanda è stata importata in tutto il mondo e apprezzata dai cultori del buon bere nelle diverse forme di fabbricazione, che variano da isola a isola, a seconda della colonizzazione europea subita.

Cos’è il rum e com’è nato.

Rum è il nome con cui viene comunemente chiamata l’acquavite che si ottiene dalla fermentazione e distillazione del succo di canna da zucchero vergine e dalle melassa, che è un sottoprodotto della lavorazione della canna da zucchero.

Riguardo all’etimologia della parola, secondo alcuni il termine “rum” deriva da “rumbullion” che significa “tumulto, trambusto”, mentre secondo altri la parola deriva semplicemente da “saccharum “, che è la definizione botanica della canna da zucchero.

Tradizionalmente, il merito della scoperta del rum solitamente è attributo a Cristoforo Colombo il quale, nel 1493, durante il suo secondo viaggio nelle Americhe, avrebbe preso delle talee di canna da zucchero nelle Isole Canarie per farle trapiantare nei Caraibi.

In realtà, è sbagliato ritenere che le piantagioni di canna da zucchero sono originarie del Centro-America in quanto questa pianta è approdata in Europa con gli Arabi già nel 700 d.C. e, solo in seguito, è stata importata nelle “Indie occidentali”.

Ciò non toglie che è comunque vero che furono proprio le grandi scoperte geografiche di Cristoforo Colombo a suggerire agli spagnoli, inglesi, francesi e olandesi la possibilità di ottenere enormi profitti dalla coltivazione della canna da zucchero nei territori tropicali di cui si erano impadroniti.

Infatti, il bacino centroamericano dimostrò subito di avere il clima ideale per la coltivazione della canna e, per questo, la produzione di zucchero si diffuse presto in tutte le isole.

Inizialmente, la canna da zucchero iniziò ad essere coltivata e utilizzata quasi esclusivamente come dolcificante per la nobiltà europea, ma ben presto venne riscontrata la rapida fermentazione della canna dopo il taglio e, così, ciò che era una produzione secondaria allo zucchero si trasformò invece, con la distillazione del succo di canna fermentato, nella nascita del rum.

In seguito, grazie alle incursioni dei corsari inglesi e francesi nel Mar dei Caraibi, il rum approdò in Europa, dove si iniziò a bere il distillato dapprima nelle taverne dei porti di Francia, Inghilterra, Spagna e Portogallo, per poi propagarne il consumo anche nei Paesi confinanti e presso le classi sociali più agiate e raffinate.

Nel corso dei secoli, questo famoso distillato ha subito non poche trasformazioni e miscelazioni, a volte semplicemente per migliorare la qualità del prodotto iniziale, che spesso era scarsa, e altre volte per migliorare il gusto del succo attraverso l’abbinamento con frutta, agrumi, erbe e spezie.

Proprio da questa miscelazione di ingredienti con rum, sono nati i moderni short drink cocktail e long drink.

Tuttavia, c’è chi ritiene che in realtà il rum non è nato in terra latina ma in Asia Tropicale, dove, molto prima della scoperta dell’America, già le popolazioni erano solite bere distillati, alcolici e analcolici, ottenuti facendo fermentare il succo della canna da zucchero.

Rum: una paternità ancora in parte sconosciuta…

Per concludere, non si può dire esattamente dove è nato il rum, se in America, in Asia o in Europa.

Sicuramente, i primi ad aver coltivato la canna da zucchero sono stati gli asiatici che, in seguito, l’hanno impiantata in America, dove il clima era particolarmente adatto alla sua coltivazione.

In seguito, il distillato ottenuto dalla sua fermentazione è stato prodotto in tutte le regioni, isole e nazioni del mondo, ognuno con caratteristiche peculiari, con gusto e struttura derivanti dalle diverse influenze climatiche, caratteristiche del terreno e dell’acqua e dalle differenti tecniche di produzione.

Non esiste un solo rum, quindi, ma tanti tipi di rum, tutti diversi per colore, gusto, odore, gradazione alcolica e particolarità del corpo, con un unico elemento in comune: la canna da zucchero come materia prima.

In fin dei conti, comunque, non importa sapere il luogo in cui è stato distillata per la prima volta la canna da zucchero, perché, in realtà, il rum è il “distillato di tutti i popoli”, in quanto tutti i Paesi, dall’America all’Europa, dall’Asia all’Australia, hanno contribuito alla sua produzione, ciascuno dando al famoso liquore quella particolarità in più, che ha contribuito a renderlo uno dei distillati più conosciuto e amato in tutto il mondo!

Comments

  • Janet Hopkins
    24 aprile 2018
    reply

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